le origini

Questa sezione, nella quale sono esposti dipinti raffiguranti san Francesco, comprende un significativo numero di opere. Ciò si spiega con il fatto che egli è punto di riferimento imprescindibile per i Frati Minori Cappuccini. Infatti essi si costituirono nel 1525 come ordine riformato all'interno del movimento francescano, proprio per vivere nel modo più autentico possibile secondo l'esempio di san Francesco d'Assisi.

Cenni della vita di san Francesco d'Assisi
San Francesco nacque nel 1181 ad Assisi da una famiglia benestante. All'età di 23 anni, dopo una giovinezza spensierata, si convertì e iniziò a predicare la penitenza, vivendo di elemosina.
Presto alcuni compagni aderirono alla sua scelta, e Francesco ottenne nel 1209 da papa Innocenzo III l'approvazione della propria "regola".
L'ordine francescano conobbe un'immediata diffusione grazie anche allo straordinario attivismo missionario dei suoi membri, i frati minori.
Gli ultimi anni di vita di Francesco furono segnati da due eventi fondamentali: la comparsa delle stigmate sul monte della Verna, nel 1224, e la composizione del celebre "Cantico delle creature" nel 1225.
Francesco morì nella notte fra il 3 e il 4 ottobre 1226. Venne canonizzato soltanto due anni dopo, nel 1228.
Nel 1939 è stato proclamato patrono d'Italia da papa Pio XII.

Iconografia di san Francesco
L'analisi dei dipinti qui esposti permette di individuare i tratti caratteristici dell'iconografia di san Francesco. Egli è riconoscibile perché indossa un saio, generalmente bruno, dotato di cappuccio e di un cingolo stretto in vita e con tre nodi, che simboleggiano i tre voti di povertà, castità e obbedienza.

La foggia del saio può subire alcune varianti dovute all'uso dei frati contemporaneo alla realizzazione delle opere in oggetto. La differenza che pare più evidente è nella forma del cappuccio che può corrispondere a quello dei frati minori o minori conventuali se dotato di una parte che copre le spalle, o dei frati cappuccini se direttamente cucito al saio.

San Francesco consacrò buona parte della sua esistenza alla preghiera, perciò spesso è rappresentato in meditazione davanti al crocifisso, in particolare a partire dal 16° secolo.

Il suo più frequente attributo iconografico che lo definisce quale "alter Christus" consiste nelle stigmate, ovvero le ferite alle mani, ai piedi e al costato: le stesse che patì Gesù Cristo sulla croce. Può, tuttavia, essere rappresentato anche con un libro in mano, primo simbolo di colui che si mette alla sequela di Gesù, e poi segno distintivo dei santi fondatori di un ordine