San Francesco d'Assisi

ignoto

San Francesco d'Assisi 

secolo XVI
olio su rame, cm. 15 x 12

L'immagine del santo di Assisi è presentata di prospetto a tre quarti di figura, su fondo oro. Il capo è circondato da un'elaborata aureola in rosso scuro che appare incompleta nel giro più esterno della decorazione nella parte superiore e sulla sinistra, pur essendo appena visibile l'antica traccia del segno completo. Sul volto dall'espressione meditativa (dove non si coglie un chiaro intento di comunicazione, forse a causa del disegno degli occhi che non sono perfettamente allineati) sono chiaramente visibili segni di privazione, quali le guance scavate, la bocca piccola, una ruga sulla fronte. Diversi di questi elementi caratterizzanti ricordano la descrizione del santo restituita da Tommaso da Celano ("[...] Di statura piuttosto piccola, testa regolare e rotonda, volto un po' ovale e proteso, fronte piana e piccola, occhi neri, di misura normale e tutto semplicità, capelli pure oscuri, sopracciglia diritte, naso giusto, sottile e diritto, orecchie dritte ma piccole, tempie piane, lingua mite, bruciante e penetrante, voce robusta, dolce, chiara e sonora, denti uniti, uguali e bianchi, labbra piccole e sottili, barba nera e rara [...]", Vita Prima, XXIX). La postura del santo mostra la mano destra in segno di benedizione, mentre con la sinistra regge un codice dalla legatura in colore rosso vivo su cui in oro (ora molto poco visibile) è tracciata una croce in forma di Tau. Le mani così poste permettono di vedere chiaramente l'attributo principale di San Francesco, le piaghe delle stimmate. Inoltre alla medesima altezza delle mano sinistra l'abito presenta uno squarcio che permette il riconoscimento anche della piaga sanguinante del costato. Il saio di colore bruno è indossato con il cappuccio sul capo che permette comunque di vedere una profonda tonsura a corona.
Il piccolo rame dal carattere devozionale, confermato dalla dicitura che afferma l'autenticità del ritratto (in basso, scritto a caratteri cubitali e in latino si dichiara: "Vera immagine di San Francesco"), fa probabilmente parte di una serie di repliche molto diffuse tra Cinque e Seicento, di un'immagine che per diversi aspetti sembra riprendere moduli antichi. Una tavola pure in rame, dalle misure leggermente inferiori (cm 13x9) e attribuita alla cosiddetta Scuola dei Madonnari (secolo XV o XVI) è conservata nel Museo Francescano dei Frati Minori Cappuccini di Roma: tra le due opere si riscontrano alcune differenza (la postura della mano sinistra che nell'opera di Roma è alzata nel mostrare il palmo, la scritta in basso che in cui la parola effigies è abbreviata, l'aureola con un solo anello di decorazione), che inducono ad ipotizzare che ci si trovi di fronte a due derivazioni da un esemplare non ancora individuato, forse ipotesi più plausibile data la migliore riuscita nella resa dell'espressione decisamente più serena nell'esemplare romano, o alla dipendenza di una dall'altra.