Madonna delle candelabre (o Madonna del lazzaretto)

Bottega di Antonio Rossellino (Settignano, 1427 – Firenze, 1478/1481)

Madonna delle candelabre (o Madonna del lazzaretto)

secolo XV-XVI

formella in gesso dipinto e dorato con cornice in legno di tiglio intagliato, cm 72 x 64,5

 

Formella proveniente dal Lazzaretto di Porta Orientale ove fu a lungo esposta alla venerazione dei fedeli, forse a sua volta da un convento dei frati Cappuccini (secondo una nota non meglio precisata di Annali francescani, 56 (1925)). Certamente oggetto legato alla devozione dei fedeli, in particolare degli appestati, passò nella proprietà di privati cittadini, i quali ne fecero dono ai frati Cappuccini intorno alla fine del secolo XIX, all'incirca nel 1895.
Il restauro ne ha portato alla luce l'originaria pellicola pittorica con la preziosa decorazione ricca d'oro in molte sue parti. Il delicato disegno sulla formella, non più confuso da successive ridipinture, ha permesso di riconoscere l'originaria immagine della controforma, lo stampo, derivante da un originale (perduto) di Antonio Rossellino, individuando, quindi, in quest’opera una delle numerose repliche uscite dalla prestigiosa bottega fiorentina.
La presenza di azzurrite, accertata in seguito ad analisi chimica di un piccolissimo frammento, può fornire elementi utili alla datazione dell'opera. Tale pigmento, infatti, è stato utilizzato in modo massiccio nella pittura da cavalletto tra la fine del XV secolo e la prima metà del secolo XVII. Pertanto l'esecuzione della formella si collocherebbe entro tale ambito cronologico. Un'ipotesi di datazione dell'opera più circoscritta al XVI secolo sarebbe compatibile anche con le sue caratteristiche iconografiche e stilistiche, oltre alle specifiche scelte decorative espresse dal pittore (nell’abito della Vergine e in quello del Bimbo, nello sfondo del cielo stellato…).
Per quanto riguarda invece il periodo di realizzazione delle due successive ridipinture, si ipotizza che la prima - connotata da uno spiccato intento decorativo - risalga al XVIII secolo, mentre la seconda, più invasiva, al XIX secolo.